Celebrazioni 2013 - Museo Flaminio Bertoni

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Celebrazioni 2013

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110 ANNI DALLA NASCITA DI FLAMINIO BERTONI 1903 – 2013
Per i 110 anni dalla nascita di Flaminio Bertoni, il Museo e l’Associazione Internazionale Flaminio Bertoni di Varese organizzano, per l’anno 2013, una serie di iniziative culturali volte a celebrare il genio di Bertoni e il suo contributo al design automobilistico.

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Mostra 09 marzo 2013 - 09 novembre 2013

                          Flaminio Bertoni    



La mostra propone nove disegni autografi di Flaminio Bertoni realizzati per Citroen dal 1936 al 1954, in una lunga fase di gestazione che permise al designer varesino di elaborare numerosi prototipi che lo portarono dalla V.G.D. (Voiture Grand Diffusion) alla voiture S sino alla DS 19.
Con tale esposizione, resa possibile grazie alla disponibilità del Conservatoire Citroen di Parigi, iniziano le celebrazioni per festeggiare i 110 anni dalla nascita del genio varesino.


Vernissage      Video                  



Gli studi, i disegni, i progetti e le auto di Flaminio Bertoni sono patrimonio di tutti noi. Quest’uomo ha saputo declinare genio e applicazione metodologica.
Ha dato impulso alla ricerca e al progresso. Ha contribuito a raffinare il senso e il gusto del bello. Quello che la sua mente pensava, le sue capacità riuscivano a tradursi in progetti che diventavano realtà.
Flaminio Bertoni è un fulgido esempio di come in questa terra, la nostra provincia di Varese, le cose si fanno perbene. È vero che i frutti della sua feconda produzione progettuale e per certi versi artistica, sono stati raccolti quasi esclusivamente oltralpe, ma è altrettanto vero che il legame con la terra varesina non è mai venuto meno, anche grazieall’impegno di chi ha idealmente raccolto il testimone di Bertoni.
E proprio questa mostra è l’esempio perfetto di come il tempo, è passato oltre un secolo
dalla sua nascita, non sbiadisce il ricordo di chi ha lasciato un segno indelebile nell’ingegneria, nel design automobilistico, nell’innovazione tecnologica e in
ogni altro settore a cui Bertoni si è dedicato.

Dario Galli
Presidente della Provincia di Varese


È con grande onore ed immenso orgoglio poter ospitare, per la prima volta e forse unica ed irripetibile occasione, negli spazi del Museo a Lui dedicato questa serie di pregevoli disegni a cui possiamo accostarci e che qui possiamo assaporare e gustare dal vivo, nella ricorrenza del 110° anniversario dalla nascita di Flaminio Bertoni.
Un doveroso ringraziamento al Conservatoire Citroën di Parigi che, ancora una volta (in precedenza due anni or sono in occasione del 50° anniversario della nascita della Ami6 ha messo a disposizione la vettura), li ha voluti rendere disponibili a tutti gli amici e gli estimatori del “genio varesino”.
Se da un verso ciò rappresenta e dimostra la squisita sensibilità di Citroën Francia nei confronti del nostro sodalizio, confermandone l’importanza, dall’altro, grazie all’impegno dei curatori e dei collaboratori ed al contributo dell’Amministrazione Provinciale di Varese, consolida e rafforza l’incessante lavoro dell’Associazione e del Museo nel far conoscere e divulgare non solo a livello provinciale e nazionale la figura di Flaminio Bertoni a cui tutti dobbiamo riconoscenza e gratitudine infinite.

Pierguido Baj
Presidente Associazione Internazionale ”Flaminio Bertoni”


Il 2013 è un anno particolare per il nostro Museo e per Varese in quanto ricorrono i 110 anni dalla nascita di Flaminio Bertoni.
Per tale motivo abbiamo deciso di ricordare il nostro designer con una serie di iniziative incentrate sul settore della storia dell’auto.
Alcune esposizioni, una giornata di studi, i raduni d’auto si proporranno come la cornice più adeguata per celebrare uno dei personaggi che più hanno dato lustro alla città di Varese durante il XX secolo.
Si inizia con questa mostra di disegni autografi appositamente e cortesemente prestati dal Conservatoire Citroën di Parigi.
Ne scaturisce, quindi, una mostra che, seppur piccola, celebra l’internazionalità del personaggio.

Renata Castelli e Alberto Bertoni
Curatori del Museo Flaminio Bertoni


CITROËN HERITAGE
è lieta di contribuire alla Esposizione organizzata dal MUSEO BERTONI in occasione dei 110 anni di nascita di Flaminio Bertoni, un grande designer e un artista particolarmente caro al nostro Marchio.
Per questo motivo
CITROËN HERITAGE ha inviato 9 disegni originali tutti realizzati dalla mano del maestro.
IL CONSERVATOIRE
CITROËN d’Aulnay-sous-Bois è un luogo identitario per il Marchio CITROËN in cui sono raccolte le collezioni che raccontano la sua storia. I disegni qui presentati sono la testimonianza più elevata dell’attività di progettazione che avveniva nel vecchio Atélier di rue du Théâtre a Parigi il luogo dove Flaminio Bertoni ha posto in evidenza la sua grande creatività nell’elaborazione di modelli diventati leggendari, come la DS.
Questi schizzi si riferiscono alla nascita di una automobile d’eccezione, vera opera d’arte industriale. Il suo lancio, nel 1955, rimane uno degli eventi più importanti della storia dell’automobile. Al di là dell’oggetto-automobile, questo modello è ora parte del patrimonio culturale mondiale.

Denis Huille
Responsable Citroën Héritage


Geniale creatore, Flaminio Bertoni è stato sostenuto durante tutta la sua vita, dalla passione per la forma in tutta la sua purezza e in tutta la sua pienezza. Ha dato molto agli stilisti con i quali ha collaborato e anche a quelli che lo hanno seguito per la lucidità con la quale giudicava i suoi stessi lavori. Se aveva un dubbio non ci pensava due volte a distruggere un’idea o un progetto appena realizzato. Per lui, prima di tutto veniva l’equilibrio delle masse che dovevano obbedire alle leggi della scultura, poi, nel momento di definire il modello, dava molta importanza all’incidenza che la luce poteva avere sulla forma.
Il locale dove lavoravamo era semplice, anzi, spoglio. Anche gli strumenti a disposizione erano tra i più elementari: niente a che vedere con i ricchi “centri-stile” che in America
erano attivi da tempo. Eravamo in otto ad operare attorno alla sua idea del momento. Si lavorava in tutta tranquillità per interpretare le linee guida del maestro.
Tuttavia le cose incominciarono a cambiare nel 1957 quando la Direzione decise che era tempo di seguire i metodi visti negli Stati Uniti. È allora che Bertoni scelse me per aiutarlo a prevedere il futuro nei metodi di progettazione. Facemmo un progetto di atélier su pianta circolare con corridoio esterno in modo da poter camminare attorno alle maquette e vedere i prototipi da tutte le angolazioni, contemporaneamente. Questa idea venne poi realizzata nel 1967 nel nuovo centro Stile di Vélizy.
Ad aiutarci dal punto di vista dell’immaginazione, c’era anche M. Lecoultre, uno svizzero assunto in Citroën in qualità di “chimico, astrologo e visionario”, grande amico di Flaminio.
Era un appassionato di stelle e di osservazioni planetarie. Addirittura Flaminio, nel suo nuovo studio privato di Antony, fece togliere una tegola dal tetto per sostituirla con una lente trasparente.
Nel 1959, su suggerimento di M. Henri Biabaud, ci raggiunse un certo M. Raba, un artista e scultore, in qualche modo in competizione con Bertoni.Raba era noto per aver vinto il Grand Prix de Rome per la scultura e per le opere espostea Villa Medici.
Bertoni gli commissionava lavori umili, come la copia in gesso di qualche pezzo, in grandezza naturale. Per quel che ne so io, Raba non gli serbava rancore anche se a mio parere sarebbe potuta nascere un’intesa tra i due che lavoravano con gli stessi principi di metodo.
Ci furono malintesi e così Raba dette le dimissioni nel 1962. Appassionato della forma in tutta la sua pienezza eccitante, Bertoni adorava la Jaguar “E” con i suoi fari carenati che in realtà illuminavano più il cielo che la strada. Realizzò subito un modellino con un plexiglass tagliato ad ellisse che fu il primo progetto per il rinnovo del davanti della DS.
Nell’ottobre del 1962 arrivò Robert Opron.L’anno dopo si incominciò a tracciare le linee per un aggiornamento della DS. Sotto gliocchi esterefatti di Opron, Bertoni prese un cofano anteriore di una vecchia Ds danneggiata e, con quattro colpi di cazzuola, modellò i fari così come li vediamo oggi.
Opron veniva da una scuola diversa, veniva da Simca e invece della plastilina o del gesso usava un nuovo prodotto, una specie di argilla, quella che usano ancora a Vélizy.
Per i disegni e per i sempre più numerosi schizzi si dovevano usare colori a tempera e matite colorate per i
rendering (resa grafica) più piccoli e i pastelli per i disegni più
grandi... quando fino ad allora Bertoni usava il gesso o il carbone! Bertoni pensava che i
rendering o i disegni troppo precisi fossero solo una perdita di tempo. Per lui solo lo
schizzo bastava se poi lo si trasformava direttamente in tre dimensioni per non perdere l’ispirazione avuta.
Alla sua morte noi passammo in breve tempo dall’arte della carrozzeria intesa come scultura allo “STYLE”, molto più soggetto alle mode che alla funzione.
Questa è stata la rivoluzione epocale che ha cambiato lo spirito e il metodo di immaginare le forme delle auto.

Henri Dargent
designer
collaboratore e assistente di F. Bertoni dal 1951 al ‘64

Catalogo

Il catalogo riproduce i 9 disegni corredati da schede divulgative curate da Gianni Perotti e Alberto Bertoni. Altri testi sono stati realizzati da alcuni membri di spicco del personale Citroen quali Denis Huille, Henri Dargent, Walter Brugnotti.
Non poteva mancare la celebrazione che fece della DS 19 Roland Barthes e un contributo di Alberto Bertoni dove viene fatto un affondo sulle idee di Flaminio Bertoni relative al design dell'auto, basato su alcuni documenti inediti recentemente riscoperti e conservati presso l'archivio del Museo Bertoni di Varese.


Associazione Internazionale “Flaminio Bertoni”
Presidente Pierguido Baj
Segretario Giuliano Gambini
Direzione scientifica Museo “Flaminio Bertoni”
Alberto Bertoni e Renata Castelli
Allestimento e catalogo a cura di:
Gianni Perotti, Alberto Bertoni e Renata Castelli
Testi:
Gianni Perotti e Alberto Bertoni
Progetto Grafico:
Erika Polacchini
Fotografie:
Archivio Storico Citroën Milano
Archivio Museo “Flaminio Bertoni” Varese
Gianni Perotti
Antonio Bandirali
Copertina:
elaborazione grafica di una foto di
Cesare Liborio

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Mostra 12 aprile 2013 - 23 febbraio 2014       

                                                                                                           


             Arrivo "mondiale" al Museo Bertoni di Varese

La 2CV che ha fatto il giro del Mondo arriva dal Museo Henry Malartre (Lione)
tramite il Museo de La Sarthe (Le Mans) e il Conservatoir Citroen


Esposta per la prima volta in Italia la 2CV pilotata da J. Cornet che nel 1956 fece il giro del Mondo "senza scalo" cioè in modo continuativo e senza cambi di equipaggio durante il raid.
L'auto di proprietà del Musée de La Sarthe di Le Mans è arrivata a Varese su interessamento del Conservatoire Citroen e rimarrà in esposizione durante tutto il periodo legato alle manifestazioni per il 110° anniversario della nascita di Flaminio Bertoni, il grande designer varesino emigrato in Francia e diventato direttore del celebre Atélier Citroen di Rue du Theatre tra il 1932 e il 1964.
Questa storica reliquia segnata dal tempo e dagli eventi accompagna con la sua presenza la Mostra "Nascita di una Dea" che ospita i 9 disegni autenticati dalla mano di Flaminio Bertoni che testimoniano l'evoluzione del modello VGD presentato definitivamente al pubblico nel 1955 con il nome di Citroen DS
Questa storica 2CV oltre ad essere un "pezzo" di grande interesse per gli appassionati e per gli storici dell'automobile, diventa una ulteriore occasione per una visita al Museo Bertoni, vero "tempio" di venerazione per il grande car-designer italiano creatore della Traction


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Convegno di Studi Internazionale

8 novembre 2013
Giornata di Studi Internazionale dedicata a Flaminio Bertoni,
che si terrà presso villa Recalcati, sede della Provincia di Varese



9 novembre 2013
Visita al Museo Flaminio Bertoni

10 novembre 2013
Incontro alla Triennale di Milano

         Programma completo   
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La "seconda
vita"di Flaminio Bertoni


Iniziato il convegno sulla figura del grande designer .Un appuntamento scientìfico che non ha precedenti

Una piazza a Parigi e una mostra a Roma. Flaminio Bertoni, il designer di modelli mitici dèlia Citroen come la Traction Avant, la Ds, la 2CV e la Ami6, morto nella capitale francese nel 1964, sta vivendo una sorta di "seconda vita" grazie alla "tre giorni" iniziata ieri a Villa Recalcati per merito del Museo e dell'Associazione Internazionale a lui intitolati, della Provincia di Varese e da Citroen.
Un appuntamento che non ha precedenti e non soltanto nella città dove il grande progettista noto anche per idee tecniche applicate in ambiti extra-automobilistici nacque centodieci anni or sono. «Finalmente hanno detto Renata Castelli
e Alberto Bertoni, curatori scientifici del Museo che ha sede a Varese in via Valverde 2, e fra i principali promotori del convegno.
L'opera di questo genio italiano del Novecento viene affrontata sotto il profilo scientifico e da diversi punti di vista.
Per parlarne si sono mossi docenti universitari, giornalisti, storici da diverse parti d'Italia e anche dalla Francia, sua seconda patria capace di valorizzare una mente che forse non avrebbe ricevuto le medesime attenzioni se fosse rimasto in Italia.
Bertoni  mente artistica e tecnica eccelsa unita ad un carattere intransigente è rimasto semisconosciuto nel nostro Paese fino a pochi anni fa e ancora oggi risulta essere più noto Oltralpe. Tanto è vero che Parigi, dove visse e lavorò per diversi anni e dove si costruì una nuova famiglia, ha in animo di dedicargli una piazza come riconoscimento della venerazione che i francesi hanno avuto per il progettista italiano. Chi conosce il "nazionalismo culturale" di cui soffre - è il caso di dire - il popolo francese, può capire che si tratti di un impegno di grande significato. Lo ha testimoniato ieri con notevole partecipazione personale anche Henri Dargent
, collaboratore di Bertoni dal 1951 al 1964.
Ma all'orizzonte si profila anche Roma con il museo Maxxi, il nuovo spazio museale dedicato all'architettura: Domitillà Dardi
, curatrice della sezione Design e presente ieri al convegno con un intervento in video, intende dedicare una parte della mostra sui "progettisti italiani all'estero" proprio a Flaminio Bertoni.
E poi è bastato ascoltare le relazioni di ieri (citiamo almeno quella di Enrico Fumia
), design Lancia, con la sua presentazione audiovisiva intitolata "110 cum laude" che ha esaltato la modernità del design) per capire che-il Nostro è ormai stato sdoganato dall'ambito ristretto-degli addetti ai lavori.

                                                                                                                                                                
Riccardo Prando

Articolo pubblicato sabato 9 novembre sul quotidiano "La Prealpina"

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